La donazione di organi

 

Morte encefalica e donazione di organi

 

La morte encefalica corrisponde alla morte del cervello, cioè alla cessazione totale e irreversibile di tutte le attività cerebrali necessarie al mantenimento delle funzioni vitali.
La morte encefalica non è un coma: è irreversibile. In Francia, la diagnosi è rigorosamente disciplinata dalla legge e richiede una serie di esami
che non lasciano spazio a dubbi. Durante il periodo necessario alla diagnosi e alla verifica della volontà della persona deceduta in merito alla donazione, le funzioni vitali vengono mantenute artificialmente per preservare gli organi potenzialmente trapiantabili.

Per questo la morte encefalica può disorientare i familiari: poiché la respirazione e la circolazione vengono mantenute artificialmente, la persona deceduta conserva ancora l’aspetto di una persona viva.

 

Criteri diagnostici della morte encefalica


In Francia, la diagnosi di morte encefalica richiede la presenza simultanea di tre criteri clinici:

  • assenza totale di coscienza e di attività motoria, cioè di movimenti;
  • assenza di tutti i riflessi del tronco encefalico;
  • assenza totale di respirazione spontanea.

È poi necessario un esame strumentale che confermi l’irreversibilità della morte:

  • due elettroencefalogrammi piatti e non reattivi, eseguiti a quattro ore di distanza;
  • oppure un’angiografia che dimostri l’arresto della circolazione cerebrale.

L’accertamento della morte encefalica viene quindi effettuato da due medici, che firmano entrambi il relativo verbale.

In caso di morte encefalica, gli organi del paziente possono essere donati e trapiantati in persone gravemente malate, offrendo loro una possibilità di sopravvivenza.
Oggi, in Francia, quasi il 95% dei prelievi destinati al trapianto viene effettuato su persone in stato di morte cerebrale, o morte encefalica. Alcuni organi e tessuti possono tuttavia
essere donati da viventi, come nel caso del rene o del midollo osseo. Alcuni tessuti, in particolare la cornea, possono essere donati anche dopo l’arresto cardiaco.

Se la donazione di organi può essere presa in considerazione, un medico della terapia intensiva o un infermiere coordinatore dei trapianti vi contatterà per conoscere la posizione espressa dal vostro familiare in merito alla donazione di organi.
Questi professionisti vi spiegheranno con chiarezza la situazione e le diverse fasi del percorso, rispondendo a tutte le vostre domande.

Ogni decisione relativa alla donazione viene presa nel massimo rispetto dei valori, delle convinzioni e dei sentimenti della persona deceduta e dei suoi familiari. Qualunque sia la decisione finale,
la persona riceverà le migliori cure possibili e il team farà tutto il necessario per accompagnarvi e sostenervi.